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La gioia a bordo di Flow ai Caraibi: abbiamo conquistato l’oceano!

Il navigatore Luca Sabiu e gli allievi di Mastersail hanno chiuso anche la seconda tappa della Arc+ sbarcando a Grenada, nel Mar dei Caraibi, dopo una navigazione di oltre 2.000 miglia. L’Atlantico non gli ha fatto sconti, ma hanno portato a casa una lezione e un’esperienza di vita straordinaria

Quando certi sogni si vivono per davvero, come quello della traversata dell’Atlantico, l’esperienza reale finisce per essere ancora più bella e appagante di come l’avevamo desiderata nel nostro cuore. È stato così per Luca Sabiu e gli allievi della scuola Mastersail che lo scorso venerdì 3 dicembre a bordo del Class 40 Flow hanno tagliato il traguardo dell’isola di Grenada, nel Mar dei Caraibi, dopo una navigazione di 2.150 miglia completando così l’intero percorso della Arc+ 2021.

La seconda tappa di questa regata era partita lo scorso 19 novembre dal porto di Mindelo, nell’arcipelago di Capoverde, dove lo stesso Luca e l’equipaggio precedente avevano festeggiato una bellissima vittoria nella prima tappa della Arc+. Poi dopo i meritati festeggiamenti e il turn over già pianificato di tutto l’equipaggio, l’avventura è ripartita. Questa volta per una navigazione ancora più lunga e più difficile anche sul piano tattico, insomma il vero e proprio “salto” atlantico che Luca e i suoi ragazzi hanno affrontato con il giusto mix di concentrazione e consapevolezza. Del resto è questo l’obiettivo del progetto didattico “Ocean To Race Arc+” ideato da Luca Sabiu: diventare skipper oceanici in un percorso di apprendimento della navigazione d’altura intenso e fuori dal comune. Da veri marinai.

Tanta fatica tra venti furiosi e onda lunga

Ebbene “sua maestà” l’oceano non ha fatto sconti a Flow, unica barca battente bandiera italiana di questa Arc+ 2021. Durante la traversata Luca e il suo equipaggio hanno incontrato condizioni meteomarine di ogni tipo: dal vento rafficato e furioso di oltre 40 nodi, alle onde lunghe e formate di 3 metri, ma anche groppi improvvisi, scariche di pioggia e perturbazioni di più giorni. Tutto previsto in realtà, grazie alla preziosa e approfondita consulenza con il routier Andrea Boscolo prima di mollare gli ormeggi, ma in oceano non si può scappare e quindi testa bassa e continuare a navigare.

Su una barca sportiva l’oceano è ancora più duro

Anzi a tirare, perché Flow è una barca sportiva e la Arc+ è pur sempre una regata: ci sono gli avversari da marcare, le strategie di flotta e poi c’è quella vittoria della prima tappa da onorare che dà la giusta carica a tutti. Bisogna dosarsi però, perché i Class 40 per quanto concepiti per queste navigazioni, sono pur sempre dei cavalli di razza, veloci, ma più delicati rispetto a una barca da crociera. E infatti nonostante il grande lavoro svolto da Luca sulla manutenzione di bordo e i check maniacali alle attrezzature, non sono mancate le avarie. La prima è stata, dopo meno di una settimana dalla partenza, l’esplosione dello spi che ha privato Flow di una marcia in più nelle brezze leggere costringendo l’equipaggio in alcuni momenti a utilizzare tutte le vele a bordo per recuperare miglia.

Nelle emergenze s’impara di più

Il secondo incidente è stato ancora più grave: quando mancavano circa 350 miglia all’arrivo, durante un controllo di routine Luca si è accorto che un vano stagno di poppa di Flow, quello dei timoni, era totalmente allagato. Probabilmente con tutti i colpi di mare presi, si era aperta una cricca nel portellone di poppa creando una pericolosa via d’acqua che ha costretto l’equipaggio a riparare al più presto la falla, ma soprattutto a turni al timone più serrati per la perdita di entrambi i piloti automatici. Anche questa è stata la lezione dell’oceano e una prova di forza che tutti questi ragazzi si porteranno nel loro bagaglio personale.

Un’avventura intensa e ricca di emozioni

Per il resto l’oceano ha riservato all’equipaggio di Flow anche momenti di purezza e bellezza assoluti: i tramonti strepitosi, le lunghe cavalcate al lasco, l’incontro con un’orca a pochi metri dalla barca, il pesce pescato e subito finito in padella, le play list musicali che spaziavano da Zucchero a Madonna, da Jimmy Sax a Julio Iglesias. In tutta la traversata l’oceano con la sua carica vitale ha bussato alle porte emotive di ogni membro a bordo di Flow: Paolo che sta per diventare papà, Simone con tanta voglia di costruire, Maurizio che in Atlantico ha festeggiato i suoi 50 anni, Mik che pianifica le sue prossime sfide personali e Luca che apprezza ancora di più la sua famiglia che gli ha concesso di vivere questa grande esperienza. Senza dimenticare lo stesso Luca Sabiu che si trova in un momento evolutivo della sua vita e l’oceano sta modellando ancora una volta i suoi desideri e le sue scelte. Con una certezza: il suo progetto “Ocean To Race Arc+” è la strada giusta dal punto di vista professionale e umano.

L’oceano è lo specchio di noi stessi

È chiaro che dopo un’esperienza simile, arrivare al traguardo dei Caraibi è già una vittoria e la felicità è ai massimi livelli. Un sentimento che trapela dalle parole dello stesso Luca appena sbarcato a Grenada: “Oggi attraversare l’Atlantico non è più un’impresa epica, ma di certo devi arrivare preparato. Qualche giorno prima della partenza Mark, il responsabile dell’Arc+, ci ha fatto i complimenti per aver partecipato alla traversata con degli allievi che non si conoscevano tra loro e che non avevano mai visto prima l’oceano. Questo era il desiderio di MasterSail: portare gli allievi fino a qui su una barca dura come questa, senza acqua corrente, senza frigo e con brandine rigide, dove si sta sempre bagnati e non riesci mai ad asciugarti. È stata una navigazione emozionante e impegnativa, nella quale non sono mancati i momenti di divertimento ma anche di difficoltà, affrontati però con grinta dai ragazzi, che non si sono mai persi d’animo. È questo il vero senso di una traversata atlantica”.

Con l’arrivo di tutti e 85 gli equipaggi a Grenada, a giorni gli organizzatori della Arc+ annunceranno le classifiche definitive di questa seconda tappa, che si concluderà il prossimo 9 dicembre con la grande festa di chiusura del rally atlantico. Vedremo allora cosa diranno i numeri di questa regata.

Intanto Luca e i suoi ragazzi si godono l’atmosfera caraibica…