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La mia storia con Caprera

Era inverno, un inverno del 2005.

La mia barca dell’epoca era un Koala 39, una chiglia lunga parecchio “bruttina “ma che, come tutte le barche che ho avuto, mi ha insegnato molto.

Ho un vivido ricordo di quella navigazione: per prendere le mani legavo il timone con un elastico e due palline alla chiesuola, lascavo un filo lo yankee, andavo all’albero e prendevo le mani, tornavo in pozzetto e la barca era ancora lì sul binario. Un amico, vedendomi fare questa manovra, mi disse: “hai mai pensato di fare l’istruttore di vela?”

Risposi:” non mi sono mai piaciuti i maestri, semmai potrei spiegare il mio modo di navigare a chi ne è interessato”. La mia risposta lo colpì molto, e tutt’oggi la penso come allora.

Credo fermamente che il mondo abbia maggior bisogno di testimoni che maestri, e da quel giorno non so quante centinaia di allievi ho avuto ai miei corsi…

Non ricordo nemmeno un istante della mia vita senza mare: a 5 anni iniziai il mio percorso al Velamare Club e da lì al Centro Velico Caprera (CVC) il passo è stato un bordo veloce di bolina.

Ho seguito al CVC tutto il mio percorso da allievo, facendo poi il secondo al mio comandante per un ventennio, alternandovi esperienze con grandi skipper oceanici, perché inconsapevolmente volevo creare il mio metodo di navigazione.

Il Centro Velico Caprera è un luogo incredibile e magico, che rimane immutato negli anni.

Un nuovo inizio professionale.

Molto più tardi, la Mini Transat del 2017 per me finì su un elicottero dopo un brutto incidente, ma segnò l’inizio di una nuova vita professionale.

Mentre frequentavo il corso formazione Istruttori Federale (FIV), con sorpresa venne chiesto a noi allievi di esporre una lezione su un tema di nostro interesse e conoscenza, oggetto poi di valutazione finale. Scelsi il seguente tema: “quante cose possiamo sistemare e risolvere a bordo con il Dynema”. A quel corso partecipava, anche lui allievo come me, un certo Giancarlo Tunesi, che rimase piacevolmente colpito dal mio modo di trasmettere quello che sapevo. Diventammo amici.

Giancarlo è un responsabile di AIVA e membro del Consiglio Istruttori del CVC: la mia vita mi stava riportando al luogo che da sempre ho considerato come casa, al CVC.

Gli ultimi anni di formazione li ho dedicati ad una nuova realtà, che mi ha permesso di continuare a trasmettere ciò che conosco, il mio metodo, il mio modo di navigare e il mio approccio, creando insieme ad un grande amico, Fabio Matrone, corsi fuori dagli standard.

Il focus è sempre stato quello di imparare a gestire una barca in autonomia, dando grande importanza all’approccio mentale, alla tecnica e all’acquisizione della maggior esperienza possibile, offrendo ai nostri allievi infinite possibilità di navigare.

Così è nata Mastersail ASD, con i soci Fabio e Davide e con un Team (composto da allievi volontari che fornisce un supporto fondamentale), Scuola di Vela nella quale il nostro “allievo tipo”, già in possesso e a conoscenza dei fondamentali della vela, cerca un upgrade formativo per condurre la barca in modo indipendente e soprattutto con la consapevolezza di un vero navigatore, mettendo al centro dell’attenzione la sicurezza.

Sono quindi arrivato ad un punto della mia vita in cui, dopo 38 anni in mare, sentivo fortemente la necessità di evolvere e mi si è presto presentata l’occasione per farlo: acquistare e fare formazione a bordo di uno splendido Class 40, un sogno che ha il nome di “Flow”, come lo “stato” che provo quando navigo

Tutto il team Mastersail è stato fondamentale per portare a casa questa splendida imbarcazione, un viaggio a la Trinitè rocambolesco e indimenticabile che, come sempre, mi ha confermato che “nessuno di noi è in gamba quanto tutti noi messi insieme”.

Nel frattempo anche il mio socio Fabio, da anni istruttore di CVC, si è attivato per far sapere alla Grande Scuola della new entry.

Formatore esterno per Caprera.

Ricordo perfettamente il giorno in cui, dopo aver ormeggiato Flow da poco a La Coruña e traversato Biscaglia, ho ricevuto la telefonata del mio amico Giancarlo Tunesi, per chiedermi di fare da formatore esterno per Caprera.

Mi presi qualche giorno per pensare, ma declinai l’offerta.

Dissi no per il rispetto nutrito verso Caprera, che considero come LA scuola di vela in Italia.

Dissi no perché non mi sentivo completamente pronto per intraprendere quel tipo di progetto, per di più su una barca così complessa: insegno ai miei allievi che, in mare, sapersi fermare è una delle più grandi performance e in quel momento toccò a me farlo.

Nonostante provai dispiacere per aver rinunciato a giocare nel “Real Madrid” della vela italiana, mi convinsi di aver fatto la scelta giusta e ripresi la navigazione con Flow per oltre 3000 miglia in meno di un mese e mezzo. Ero in perfetta sintonia con la barca, a bordo mi sentivo sempre meglio, di nuovo nel mio “FLOW”.

Incredibile ma vero ma Giancarlo mi richiamo’ “ Luca ripensaci, credo in te, vieni a Caprera  “ mi confermò l’opportunità di fare il formatore esterno per Caprera, seppur in un periodo complicato come quello di ottobre e novembre, ma adesso ero decisamente pronto.

La situazione era complessa ma stimolante: non solo allievi, ma anche istruttori dell’Altura di Caprera ai miei corsi. Decisi di trasmettere le mie competenze e la mia essenza.

I feedback furono positivi e nacquero grandi rapporti.

Durante un cambio d’equipaggio conobbi Paolo Bordogna, il presidente di Caprera, una vera prova del nove.

Da quell’incontro e grazie ad Enrico Bertacchi, che ha creduto in questo progetto, non solo venne confermato il mio ruolo come formatore esterno per l’anno successivo, ma nacque anche l’idea di creare delle settimane di formazione dedicate esclusivamente agli istruttori che si rivelarono un successo.

Luca Sabiu e Paolo Bordogna (Presidente CentroVelicoCaprera)

Navigare, condividere e crescere.

Oggi ci troviamo a Las Palmas, con un bellissimo equipaggio di CVC e alla fine di  una vera cavalcata in Oceano di 800 miglia.

Dopo tutto questo percorso sono stato e sono felicissimo di portare il Centro Velico Caprera in Oceano, un bel training di 800 miglia, per condividere un’esperienza intensa, evolutiva, faticosa e sorprendente.

Navigare e crescere insieme…un lavoro meraviglioso.

Luca Sabiu