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L’oceano in “chiave sportiva” di Luca Sabiu è la vela più bella

Si conclude l’avventura di Luca Sabiu e i suoi allievi della scuola Mastersail alla Arc+ 2021 con un grande risultato: vincitori nella prima tappa oceanica e terzi assoluti nella seconda fino ai Caraibi. Diventare skipper oceanici così non ha prezzo.

Attraversare un oceano in barca a vela è già di per sé una grande sfida con la natura e con sé stessi. Portare a termine quella sfida in una regata oceanica è ancora più difficile e completamente differente a livello di approccio mentale e di fatica. Ottenere poi dei risultati a livello di classifica è una gioia doppia. Perché, al di là della soddisfazione di essere in testa a tutti, si ha una splendida conferma a livello personale che si è lavorato bene, prima e durante la competizione. E per un equipaggio che era alla sua prima traversata dell’oceano, tutto questo è semplicemente incredibile e sa di grande grande lezione per tutti.

Non è una favola, ma quello che è realmente capitato a Luca Sabiu e al suo equipaggio di allievi della scuola di vela Mastersail. Nella mente del navigatore e sailing coach italiano qualche mese fa si è delineato un progetto tanto ambizioso, quanto folle per certi versi: prendere un pugno di allievi appassionati e formati per la navigazione d’altura e portarli in oceano, anzi insegnargli l’oceano dal vero in una full immersion studiata nei minimi dettagli. Una traversata dell’Atlantico intesa come un vero e proprio laboratorio formativo, come a dire l’università della barca a vela. In un viaggio lungo e faticoso, senza fermate e ripensamenti. Si parte di qua, dall’Europa, e si arriva di là dell’oceano, ai Caraibi, in quella che è la rotta leggendaria di tutte le navigazioni atlantiche, da Cristoforo Colombo in poi. Il tutto però in chiave sportiva.

L’Atlantico in regata è differente

Il progetto si chiama “Ocean To Race Arc+” e ha portato Luca Sabiu e i suoi ragazzi a partecipare a quello che è il rally velico più famoso e apprezzato del mondo: la Arc (Atlantic Rally for Cruiser), ossia la traversata in flottiglia dell’Atlantico che si disputa ormai da oltre 20 anni. Ma Luca non si è accontentato della versione standard di questo evento. Ha voluto partecipare alla cosiddetta “Arc+”, ossia la versione regata dell’Atlantico per rendere il tutto ancora più avvincente, impegnativo e formativo per lui e i suoi giovani skipper oceanici apprendisti.

La vittoria “magica” di Capoverde

Così è partito a bordo di Flow, un Class 40 sportivo e allestito al meglio per le regate oceaniche, e ha dato realtà a quel progetto con due gruppi di allievi che si sono avvicendati in questa competizione. Il primo gruppo ha preso parte alla prima tappa della Arc+ di circa 1.000 miglia lungo un percorso che andava dall’isola di Gran Canaria, (isole Canarie) fino a São Vicente, nell’arcipelago di Capoverde. E qui il primo grande successo di questa spedizione: Flow si è aggiudicato infatti il primo posto assoluto con una navigazione impeccabile, anche in condizioni avverse.

Sul podio ai Caraibi nonostante maltempo e avarie

Poi è stata la volta del secondo gruppo di allievi che si sono dati il cambio per la seconda tappa, il vero passaggio atlantico con destinazione Port Louis Marina, sull’isola di Grenada (Caraibi) dopo un percorso di 2.150 miglia. Qui il gioco si è fatto duro e l’equipaggio sempre guidato da Luca Sabiu ha dovuto affrontare condizioni meteomarine durissime e due avarie, la rottura dello spi e una falla nella poppa dello scafo. Nulla però ha potuto fermare l’entusiasmo di questi ragazzi che sono arrivati sani e salvi ai Caraibi in un clima di festa e soddisfazione alle stelle.

Alla fine è arrivato anche il verdetto della classifica della seconda tappa della Arc+: Flow si è piazzato al terzo posto assoluto e il suo equipaggio è stato premiato anche per aver percorso più miglia di tutti: un totale di 3.504. Un successo clamoroso.

Il sogno e la lezione di Luca Sabiu: “bisogna crederci”

Ecco, tutto questo sembra un sogno e invece è tutto vero, ma non è figlio della fortuna o del destino. È frutto di un lungo e duro lavoro partito molti mesi fa, di una preparazione meticolosa della barca, di una determinazione inossidabile anche di fronte alle difficoltà. Le parole dirette di Luca alla fine di quest’avventura sono piene di orgoglio: “Correre un Arc+ con a bordo degli allievi era uno dei miei obiettivi di formatore e non posso che essere soddisfatto per aver fatto un lavoro così ambizioso ottenendo questi risultati. Un grande grazie ai due equipaggi che hanno navigato, vissuto e vinto con me, siete stati due gruppi meravigliosi, grazie davvero. L’avevo detto che ‘bisogna crederci’”.

Eh già, con il senno di poi sembra facile, ma non è affatto così.
Grazie a te Luca per avere regalato a tutti noi appassionati l’oceano in questo modo così puro, unico e straordinariamente appagante.
Alla prossima!