window.dataLayer = window.dataLayer || []; function gtag(){dataLayer.push(arguments);} gtag('js', new Date()); gtag('config', 'G-WR0YD2Y6C6');
Organizzare una traversata: cibo, meteo, sicurezza, strumenti e farmaci Previous item Seconda tappa Arc+: Luca... Next item Il Class 40 Flow di Luca...

Organizzare una traversata: cibo, meteo, sicurezza, strumenti e farmaci

Il successo di una traversata dell’Atlantico comincia a terra con la preparazione e i controlli alla barca e alle sue attrezzature, così come con l’organizzazione della cambusa e della farmacia di bordo, con un occhio speciale alle dotazioni di sicurezza e le procedure di emergenza.

Il metodo di Luca Sabiu.

Il successo di una traversata atlantica si costruisce a terra, prima di partire.
Lo sanno bene i formatori e sailing coach come Luca Sabiu, da anni impegnato con i corsi Mastersail e che quest’anno con i suoi allievi ha organizzato la partecipazione alla Arc+, rally atlantico in flottiglia dalle Canarie ai Caraibi, via Capoverde.
Per lui e tutti gli altri partecipanti alla Arc+ la parola chiave per navigare in sicurezza, divertirsi e portare a termine l’obiettivo su lunghe distanze è “pianificazione” che vuol dire preparare scrupolosamente il tutto prima, innanzitutto la barca con tutte le sue attrezzature, il rigging, le manovre, gli strumenti di navigazione e gli impianti, le dotazioni di sicurezza, i dispositivi di emergenza, quindi lo scafo e le appendici.
Poi passare all’allestimento della cambusa con una buona scorta di acqua dolce e viveri, cibi secchi e cibi freschi che devono essere accuratamente elencati, acquistati e stivati a bordo cercando di ottimizzare i pesi. Senza dimenticare una buona scorta di farmaci per allestire la cassetta di pronto soccorso. In mare infatti anche un piccolo incidente può procurare ferite o malesseri che vanno trattati subito per cercare di contenere il danno e velocizzare la guarigione.
C’è poi la preparazione personale dei singoli membri dell’equipaggio e i vari ruoli e le mansioni di bordo che confluiscono in una attenta pianificazione dei turni di guardia e di riposo h24. Infine c’è lo studio della meteorologia, i modelli climatici, i fenomeni stagionali in un processo di acquisizione e interpretazione dei dati che parte molto prima di lasciare gli ormeggi e che continuerà poi ogni giorno durante la navigazione.

Insomma prepararsi per l’oceano è un lavoro lungo, faticoso e che rispecchia già l’approccio con cui si affronta la traversata.
Commettere errori di valutazione, mancanze nei check up, non prendersi il giusto tempo in questa fase del viaggio, significa quasi sicuramente comprometterlo. L’oceano è già pieno di insidie di per sé ed è solo attraverso una scrupolosa pianificazione che si riducono i rischi.