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Prepararsi per una traversata: i primi elementi da organizzare.

Prepararsi per l’oceano è un lungo e faticoso lavoro, in cui nulla può essere lasciato al caso.
Vediamo allora come Luca Sabiu e il suo team di giovani apprendisti skipper oceanici hanno affrontato a bordo della barca, il Class 40 Flow, questo lungo processo di preparazione su ogni singolo componente.
Lo skipper

Per quanto riguarda lo skipper, per accompagnare e formare un team di allievi deve arrivare pronto, preparato, tranquillo e centrato. In questo caso infatti il suo ruolo non è solo quello di comandante della barca, ma soprattutto quello del formatore, quindi, solo per fare un esempio, non basta decidere di strambare, ma occorre spiegare perché è proprio quello il momento giusto per farlo, nonché come farlo al meglio.

Gli allievi e i turni di guardia

È molto importante per gli allievi avere turni chiari e precisi. I turni devono avere momenti che comprendono le pulizie, il rassetto barca e la cucina, così come le attività più strettamente connesse alla navigazione come fare il punto nave, registrare la rotta, occuparsi della regolazione alle vele, curare il rassetto degli ambienti operativi, verificare continuamente tutte le strumentazioni di bordo, come l’AIS per evitare incroci e seguire l’andamento del barometro per capire in anticipo cosa succederà. Fondamentale: tutto deve essere riportato nel giornale di bordo.

La barca

Luca Sabiu e il suo gruppo selezionato di allievi affrontano la traversata dell’Atlantico con una barca speciale, sportiva e dalle grandi prestazioni: il Class 40 Flow Il metodo procedurale di verifica e controllo sulla barca di Luca è maniacale e segue sempre lo stesso format, quindi da prua verso poppa e dall’alto verso il basso. Quando gli allievi sono arrivati alle Canarie, Luca li ha coinvolti nella verifica e il controllo di tutte le attrezzature stilando una checklist da fare giornalmente riportando eventuali problematiche e dettagli sul giornale di bordo. Del resto anche gli organizzatori della Arc+ forniscono a tutti gli equipaggi partecipanti un book con note e consigli preziosi su come preparare la barca. Flow tuttavia navigando circa 7-8 mila miglia l’anno era praticamente già pronta all’Atlantico e conforme a quanto suggerito dal comitato e ciò significa che tutto il lavoro di preparazione svolto in precedenza era corretto.

Farmacia di bordo

L’emergenza medica è una di quelle situazioni che ogni skipper vorrebbe evitarsi, a maggior ragione in una traversata dell’oceano. Da sempre Flow è ben preparata a questa evenienza e lo stesso Luca ha sempre posto particolare attenzione all’argomento. Come dice sempre non esiste “il modo giusto”, lui ha il suo metodo, così da prenderne spunto. I farmaci sono divisi in sacchetti stagni per patologie e distretto anatomico per agevolare l’identificazione e l’utilizzo. La mitica Dot.ssa Fuma a terra ha curato tutto l’inventario e ha messo in condizione il team di navigare sempre pronti all’evenienza. A bordo inoltre la presenza del Dott. Pat Leone è sicuramente un prezioso valore aggiunto.