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Prepararsi per una traversata II parte: gli altri elementi da organizzare.

Prepararsi per l’oceano è un lungo e faticoso lavoro, in cui nulla può essere lasciato al caso. Vediamo allora l’altra serie di elementi da organizzare…
Albero e chiglia

Per quanto riguarda il rigging Luca e i suoi allievi hanno svolto un accurato check dell’albero, gli attacchi delle crocette, tutto il sartiame, le regolazioni degli arridatoi, le legature dello strallo, le borose e l’attacco del boma, ispezionando con cura ogni componente alla ricerca del più piccolo segno di usura e criticità. Stesso lavoro di controllo e verifica è stato rivolto alla chiglia e a tutte le appendici della carena, in particolare il timone.

Scotte e drizze

In una traversata atlantica le drizze navigando per molti giorni ininterrottamente sono soggette a molta usura in alcuni punti specifici: puleggia in testa d’albero, bozzello a piede d’albero e tratto di cima che finisce nella stopper. Per questa ragione è importante proteggere le drizze in queste parti con delle sovracalze in Kevlar. Le drizze inoltre devono avere delle piombature realizzate a regola d’arte: una semplice gassa infatti riduce del 30 pe cento il carico della cima e questo ci obbligherebbe a utilizzare drizze di diametri molto maggiori, cosa che la piombatura appuntoi evita. I moschettoni devono essere ad alto carico di rottura, tipo 2.800 kg.

Energia di bordo

Durante una traversata atlantica riuscire a produrre energia, quindi avere energia sufficiente ed essere autonomi, è determinante. Esistono ormai molti modi di produrre energia a bordo e ogni barca, per spazi vivibili, impianti e caratteristiche ha il suo modo di crearsela. Luca Sabiu a bordo di Flow può contare su un idrogeneratore come quelli che utilizzano gli Imoca. Tale soluzione per questo tipo di barca è ideale: l’drogeneratore infatti comincia a caricare in maniera importante a una velocità di almeno 6,5-7 nodi, mentre viaggiando a 10 nodi di velocità lavora già in rendimento massimo. Luca ha inoltre montato un alternatore maggiorato per eventuali ricariche d’emergenza.

Sicurezza: dotazioni personali e strumenti

La sicurezza è il pallino di Luca Sabiu, il baricentro di tutto il suo lavoro di sailing coach. Formare gli allievi e predisporli a una navigazione sicura è per lui una missione. Per questo tutta la crew ha un giubbotto autogonfiabile con lampada, spray hood (il cappuccio antispruzzi), fischietto e Ais mob personale, nonché imbracatura e ombelicale a tre punti per fissarsi alla jack-line di bordo, così come tra l’altro richiesto dall’organizzazione della Arc+.

A bordo sono allestiti poi sistemi di sicurezza elettronici e satellitari per rendere davvero sicura la traversata. Tra questi ci sono: sistema Ais di bordo con Splitter e antenna Vhf, Ais mob personali (uno per persona), Ais Sart transponder, Epirb, Plb, un telefono satellitare di bordo Iridium e un altro aggiuntivo Immarsat posizionato nel Grab Bag di sopravvivenza e infine un dispositivo Garmin En-Reach con abbonamento per messaggistica di testo no limits.

Zattera

Luca Sabiu e il suo team per la zattera di bordo hanno optato per un dispositivo Arimar Ocean fornito da Magellanostore con Grab Bag separata per risparmiare peso e avere una zattera di dimensioni contenute. Il vantaggio della Grab Bag è inoltre quello di poter aggiungere del materiale che sarebbe impossibile inserire in una zattera, se non durante il momento di fabbricazione. A bordo di Flow la zattera è alloggiata sotto il pulpito di poppa molto solido. È assicurata inoltre alla barca con delle cinghie contrassegnate con segni rossi e un coltello taglia cime altresì di colore rosso, per una associazione visiva importante nei momenti concitati di un’eventuale emergenza.

Durante i giorni di preparazione prima della partenza tutto l’equipaggio ha svolto infine un’esercitazione con assegnato a ogni membro un preciso ruolo e mansione elemento in caso di abbandono.