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Traversata atlantica

Traversata atlantica: perché la ARC è più di un rally in flottiglia

Attraversare l’Atlantico a vela è un punto di svolta per la maggior parte dei velisti e portato a termine questo viaggio, tutti gli oceani del mondo diventano improvvisamente possibili frontiere da esplorare. Come dire, a un velista l’Atlantico apre letteralmente il mondo. Per questo il navigatore italiano Luca Sabiu, regatante e sailing coach, nel 2021 ha deciso di portare in Atlantico a bordo del Class 40 Flow un gruppo selezionato di allievi della sua scuola di vela Mastersail. Ma per farlo in sicurezza e con il giusto approccio all’altura, Luca ha deciso di presentarsi alla partenza della ARC (Rally for Cruisers), ossia il celebre rally atlantico in flottiglia ideato dal navigatore e giornalista nautico Jimmy Cornell. Il progetto di Luca Sabiu si chiama appunto Ocean Race ARC+.

L’Atlantico, insieme e in sicurezza

Per chi non la conoscesse, la Arc è il più grande evento velico transoceanico del mondo che si tiene ogni anno e attira regolarmente più di 200 barche da crociera e da regata di diverse forme e dimensioni per un totale di oltre 1.200 persone di tutte le età e nazionalità. In questo 2021 la Arc partirà il 7 novembre da Las Palmas (Gran Canaria) e finirà prima di Natale a Grenada. La traversata dell’Atlantico in genere dura tra i 18 e i 31 giorni e la flotta della Arc, spinta dagli Alisei, dovrà coprire oltre 2.700 miglia nautiche. Una bella prova per l’equipaggio di Flow!

 

La prima Arc venne organizzata nel 1986 e l’idea del fondatore Jimmy Cornell era quella di creare un evento per velisti non professionisti che non solo aggiungesse un po’ di brio al lungo e solitario viaggio attraverso l’oceano, ma aumentasse la sicurezza e la fiducia degli equipaggi partecipanti grazie al fatto di navigare insieme, scambiarsi informazioni e perché no, formare nuove amicizie sull’onda della stessa passione.

La Arc e la propria formazione di skipper

Fu un successo enorme e questo evento negli anni è cresciuto fino a diventare non solo un trasferimento in flottiglia per tanti neofiti, ma anche una competizione velica e soprattutto un’occasione per completare la propria formazione di skipper “oceanico”. La Arc infatti propone un preciso modello di navigazione e un approccio metodico alla barca. Prima del via, l’organizzazione programma dei seminari tecnici ed esegue controlli accurati delle dotazioni di bordo, visite mediche per i partecipanti, installazione di trasmettitori satellitari e offre consigli per navigare al meglio lungo una delle rotte commerciali e diportistiche più famose del mondo.

 

Ma il progetto di Luca non a caso si chiama Ocean Race ARC+, e quel “plus” è proprio lui stesso che si aggiunge a questa fantastica avventura in qualità di skipper e formatore, di velista che l’oceano lo conosce bene per averci a lungo navigato e regatato e che sarà per tutto il tempo insieme agli allievi a guidarli, consigliarli, spiegando e condividendo il suo bagaglio enorme di preziose esperienze. È questa la formula vincente del Ocean Race ARC+!